L’ambiente naturale del territorio dei Monti Prenestini appartiene ai due bacini idrografici del fiume Aniene e del fiume Sacco, dal punto di vista geomorfologico i Monti costituiscono una lunga catena con un’altezza media delle cime di circa 850 metri orientata in senso Nord-Sud. Nel territorio dei monti Prenestini prevalgono le formazioni piroclastiche (vulcaniche come quelle dei vicini Monti dei Castelli Romani) che ricoprono buona metà della Superfice; le altre rocce presenti sono calcari, dolomie e briciole calcaree. La flora è inscindibilmente legata alle attività antropiche che nei secoli hanno insistito sull’area, queste attività hanno trasformato la foresta in bosco ceduo e poi nel tempo con un utilizzo irrazionale, il bosco si è degradato. Nell’orizzonte altimetrico compreso tra i 300 e i 600 m.s.l.m. troviamo boschi di impronta termofila cioè adatti a vivere in ambienti più caldi e temperati (roverella, cerro, orniello, albero di giuda, acero campestre ecc.); con l’aumento di quota e quindi con temperature più basse e maggiore piovosità, sono presenti residui di faggeta e boschi cedui di caducifoglia. Una nota molto importante della flora dei Monti Prenestini è la presenza di oltre 30 specie di orchidee selvatiche. Molti animali, dai più comuni Cinghiali al più raro Ululone a ventre giallo, vivono in questi ambienti; frequenti sono Faine, Ghiri, Volpi, sulle rupi più soleggiate si possono osservare il Biacco e il Ramarro. Tenace è la sopravvivenza di predatori presenti come il Gatto selvatico, la Martora, la Donnola e molti rapaci come la Poiana, lo Sparviere e il Gheppio. I Monti Prenestini ospitano molte specie di mammiferi che sopravvivono, nonostante la caccia, nel loro ambiente naturale: il Tasso e l’Istrice.
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